Edizioni DAMIANO

Dir.Responsabile Nicoletta Damiano Villa Verucchio (RN) Italy

 NERINA ELENA ZARABARA

"Le Telecamere dell'Inconscio"


2006

"LE TELECAMERE DELL'INCONSCIO": UN FILM TANTE VITE

Un film, tante vite: si potrebbe definire con questa metafora ciò che una storia in ciak lascia nell'animo dello spettatore, di come i sogni che si sono materializzati davanti allo schermo possano diventare realtà oppure un esempio di vita nuovo, una lezione da imparare, la soluzione di un problema. Oggi la scelta in campo cinematografico è molto vasta, si trovano film che parlano di tutto con al tempo stesso realismo nelle scene e nelle interpretazioni grazie alla bravura di attori dalle mille vite e spesso, anche pellicole di vecchia data, apparentemente superate, celano fra le loro sequenze

messaggi sempre attuali e importanti. In un film si vive di tutto, ma ciò che sempre emerge è l'amore, in una o più versioni diverse, intrecciate, parallele, semplici, complicate, due o più personaggi si conoscono e si amano, di nascosto, in mezzo alle difficoltà, e lo spettatore, se da una parte apprende cose importanti e lezioni di vita, belle e meno belle, che gli potranno servire, dall'altra segue col fiato sospeso l'evoluzione degli amanti, identificandosi spesso in modo inconscio con essi. Nel libro edito a fine ottobre, ma già disponibile per la prenotazione nello shopping della casa editrice all'indirizzola giornalista e psicologa Nerina Elena Zarabara, ha analizzato alcune famose pellicole del '900 per cogliere i sottili legami che si creano fra i protagonisti degli intrecci amorosi.

Lo scopo, collegarli alle emozioni che suscitano nell'animo dello spettatore e a come essi possano inconsciamente ripresentarsi come lezioni di vita nell'esistenza quotidiana di chi ha vissuto per due ore in totale simbiosi con la narrazione: amando, soffrendo, riconoscendo situazioni analoghe vissute. La cinematerapia è una disciplina relativamente recente ma che sta riscuotendo un grande successo, dato che ogni film esistente affronta una o più tematiche che chiunque potrebbe vivere e quindi si tratta di una chiave risolutiva di momenti difficili che rilassa e fa riflettere.
Il titolo del libro è molto intrigante: "Le telecamere dell'Inconscio", una sorta di spettro a tutto tondo sull'interiorità. Ecco quanto l'autrice mi ha svelato della sua originale ricerca.

- Com'è nata l'idea di un libro che unisce il cinema ai risvolti psicologici che le trame possono lasciare nell'inconscio dello spettatore?-
" Le Telecamere dell'Inconscio è un'indagine psicologica sulle problematiche che possono rendere patologico un rapporto di coppia, approfondite attraverso due chiavi di lettura a me congeniali: il cinema e la psicoanalisi. Il mondo cinematografico da un lato offre dei "casi clinici" esemplari che ripercorrono le dinamiche amorose tipiche dei nostri giorni. Dall'altro lato, la psicoanalisi possiede chiavi di lettura del comportamento umano conscio e inconscio particolarmente eterogenee. Per questo motivo, ho scelto il mondo del cinema e quello della psicoanalisi per rintracciare le modalità patologiche di amare".

-Con quale criterio sono state scelte le trame? Esiste un filo conduttore fra di esse?-
"Il filo conduttore fra un film e l'altro è rappresentato dall'individuazione di un particolare modo patologico di amare che emerge dal comportamento del personaggio principale della pellicola. Per esempio nel film "La rosa purpurea del Cairo" , la protagonista Cecilia si abbandona completamente ad un amore idealizzato e prodotto dal suo sognare ad occhi aperti a tal punto che l'eroe della pellicola si materializza per renderla felice in una realtà che esiste solo nella sua mente. Nel film "L'imbalsamatore", la situazione è più complicata perché ci troviamo di fronte ad un uomo (l'imbalsamatore) che s'innamora di un giovane apprendista (Valerio) ed annulla la sua identità omosessuale in cambio della sua amicizia. Il rapporto fra i due assume risvolti patologici nel momento in cui l'imbalsamatore utilizzerà il plagio e il ricatto persecutorio per attirare a sé il povero Valerio, diventato vittima di un amore perverso."

-Quale trama ti ha colpito particolarmente e perché?-
"Ho scelto personalmente i film che ho sottoposto ad analisi, ed ognuno di essi ha catturato il mio cuore ma forse la Cabiria di Fellini è il personaggio femminile che mi commuove di più per il suo desiderio di amare ad ogni costo".

-Come si collegano i personaggi dei film ai comportamenti riscontrabili nella realtà quotidiana? Quali sono le differenze più evidenti?-
"Visto che l'oggetto della mia analisi cinematografica psicoanalitica concerne la dimensione patologica dell'amore, non necessariamente il lettore si rispecchierà nelle problematiche dei personaggi della finzione, ma potrebbe anche accadere. A chi non è mai capitato di idealizzare il ruolo del partner oppure di amare una persona che ci inganna palesemente ma, di negare la verità perché troppo dolorosa? Ovviamente ne "Le Telecamere dell'Inconscio" affronto modalità che ho definito patologiche perché oltrepassano il confine della "normalità", per stagliarsi in uno scenario in cui l'amore è sostituito dal plagio, dalla perversione dei sentimenti e dall'illusione."

-Quali sono i messaggi più frequenti che i registi imprimono alle loro pellicole?-
"Nei film che ho scelto ogni regista ha affrontato in modo originale e mai uguale a se stesso il dilemma dell'amore. Quando amare significa follia e disperazione come in "Morte a Venezia" di Visconti, oppure, quando il sentimento si trasforma in gioco d'azzardo e seduzione come nel film di Mamet "La casa dei giochi"; spetta poi al lettore empatizzare o meno con il messaggio del regista".

Che meraviglioso mondo quello del cinema! Si può sognare, rivedere episodi vissuti, imparare cose nuove, il tutto in un connubio perfetto di realtà e immaginazione, come se un qualsiasi film rappresentasse uno spaccato tipo di una vita qualsiasi ma che racchiude un significato profondo e intrinseco… Nell'attesa di navigare fra le pagine dei ciak editoriali di Nerina Elena Zarabara, vado a rivedere i film che mi sono maggiormente piaciuti, cercando di analizzare le mie scelte da spettatrice attiva come "Le Telecamere dell'Inconscio" ci insegneranno, grazie al sapiente lavoro di una valida esperta che ha saputo cogliere le indefinibili sfumature dell'Essere.

Francesca Rossetti

 

PREMIO INTERNAZIONALE "RIMINI EUROPA 2001 e 2003"

 

 
 

 

 
 

 

 

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