Donna, ebrea, filosofa, santa.
Edith Stein. Non è uno scandalo che una donna riassuma
in se tutti questi attributi, insieme? Edith Stein sarebbe allora
lo scandalo, soprattutto, di un ossimoro: filosofa e santa. Questo
"scandalo", che la chiesa cattolica avrebbe accolto
nel suo seno. Sarebbe il segno di una via verso la santità?
Che cosa è la santità? E; essa è possibile
"solo", all'interno di una chiesa? Della chiesa cattolica?
"Il mio primo semestre a Gottinga" (Morcelliana, Brescia
1982) è un breve resoconto autobiografico scritto dall'autrice
in omaggio al suo direttore spirituale, in cui essa narra la
sua vicenda studentesca, legata al suo arrivo a Gottinga, nel
1913, l'università dove insegnava Edmund Husserl, "il
filosofo dei nostri tempi". E' un testo denso di nomi, strade,
descrizioni di paesaggi. Che ci introducono nel "clima"
culturale della Germania ante guerra, ricca di fervori culturali
e spirituali. E Husserl, è il "padre" della
fenomenologia, questa nuova "scienza" che porterà
i suoi frutti fino ai nostri giorni-basti ricordare che è
nell'ambito della sua "lettura" fenomenologia che nasce
la decostruzione-. Edith Stein si porta dunque incontro alla
fenomenologia, ma incontra, contemporaneamente, Max Scheler (1874-1928),
filosofo e sociologo-cui Karol Woytila dedicherà la sua
tesi nel 1953- che , scrive E Stein "Fu per me il primo
contatto con un mondo-quello cattolico-che fino ad allora mi
era rimasto del tutto sconosciuto. Max Scheler , romperà
successivamente con il cattolicesimo e morirà agnostico.
Scrive E Stein (pg56):" Betty Heymann osservò che
la sua fisionomia le ricordava il ritratto di Dorian Gray: quel
misterioso ritratto sul quale la vita dissoluta dell'originale
aveva impresso le sue tracce sfiguranti, mentre l'uomo aveva
conservata intatta la sua bellezza giovanile". Dunque un
papa e una filosofa "cattolici" si incontrano nella
via della santità davanti a un "ritratto", un
ritratto "scandaloso", un libro scritto da Oscar Wilde
e pubblicato nel 1890. Libro della giovinezza, questo ritratto.
Nel 2005, la Giornata mondiale della gioventù cattolica
vedrà al suo centro proprio la figura di Edith Stein.
Di Max Scheler ancora, essa scrive: "non ho mai più
incontrato una persona che incarnasse in grado così pura
il "fenomeno della genialità". Genialità
e gioventù; sono questi i nomi dai quali sembra ci sia
indicato il punto di partenza per incamminarci verso la santità?
""Non aspettate di avere più anni per avventurarvi
sulla via della santità! La santità è sempre
giovane, così come eterna è la giovinezza di Dio"
(Giovanni Paolo II, GMG 2002 a Toronto). ". A non aspettare,
invita, il papa; a non temere di assumersi, da subito, la propria
"genialità"; i geni sono giovani, ci dicono
questi santi. Troppo spesso viene inculcato nei giovani l'idea
che l'intelligenza autentica, l'esperienza, sia appannaggio degli
adulti. E la genialità è un altro tema del "ritratto".
Libro, dunque, da rileggere con altri occhiali. Dunque; la santità
passa attraverso lo "scandalo".
Secondo tema del breve libro di Edith Stein: " nel suo corso
su natura e spirito Husserl aveva detto che un mondo oggettivo
esterno può essere sperimentato solo da diversi soggetti
in rapporto tra loro, cioè da una molteplicità
di individui conoscenti che stiano fra loro in rapporto di scambievole
comprensione. Perciò l'esperienza di altri individui sarebbe
presupposta alla conoscenza del mondo esterno. Husserl
..chiamò
questa esperienza Einfùhlung, ma non si pronunciò
relativamente ad essa. Questa era la lacuna che doveva essere
colmata". Il radicale "fùhl", in tedesco,
rimanda al contatto e dunque alla relazione E' la relazione che
sta al centro del pensiero di Husserl come è riassunto
da E Stein. Relazione plurilaterale; e in effetti, questo breve
resoconto è proprio una miniera di "relazioni",
La "Einfùhlung" è la modalità
del rapportarsi all'altro, "introducendosi" in esso.
Ecco tutto il problema; come è possibile introdursi "dentro"
all'altro, senza fargli violenza? Che cosa faccio, quando mi
immedesimo nell'altro, se non mettermi al suo posto? In quanle
punto, quando mi relazioni con l'altro, io prendo il posto dell'altro?
Ma, è mai possibile prendere il posto dell'altro se ,
esso, in quanto "mondo oggettivo esterno" può
essere sperimentato solo in un insieme di relazioni, e dunque
non posso mai rapportarmi all'altro da solo? Ma se è così,
non è "scandaloso" che Edith Stein si sia chiusa
in un convento? Forse che , allora, la sua "conversione"
nascondeva una 2sconfessione" del suo "maestro"?
Un "pessimismo", la portò in clausura? Che cosa
ci aiuta a leggere, qui, il "ritratto" giovanile? Ritorniamo
alle parole di Karol Woytila. Allora comprendiamo che, in effetti,
Edith Stein non "tradì" mai il "ritratto",
la giovinezza. Allora nel "ritratto" dovremo leggere
i segni di una "scandalosa" santità. Le opere
dei "giovani" E Stein e K woytila, insieme al Dorian
Gray, ci aspettano.
Roberto Borghesi
* Titolo dell'ultima raccolta di
poesie dello "scandaloso" Pier Paolo Pisolini.
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