Vignettopoli       

    Direttore Responsabile Nicoletta Damiano

Il benvenuto del Sindaco a

Simona dalla città di Rimini

 RIMINI


Sett2004

DICHIARAZIONE DEL SINDACO DI RIMINI ALBERTO RAVAIOLI

Trasmettiamo la traccia dell’intervento che il Sindaco di Rimini, Alberto Ravaioli, leggerà questa sera in piazza Cavour durante la manifestazione ‘Bentornata Simona, Rimini ti abbraccia’

“Diciannove giorni fa, pur sommersi dall’angoscia, in questa stessa piazza ci eravamo dati un appuntamento. Non sapevamo quando ma nei nostri cuori continuava a restare accesa la luce della speranza, la speranza che fossero liberate Simona Pari e Simona Torretta, le due donne della pace. Tre settimane dopo eccoci qui a fare festa, una parola questa per lunghi, cupi, anche drammatici giorni, impronunciabile a Rimini. Allegria, gioia, soddisfazione, contentezza si confondono in un’ondata di emozione collettiva che sta travolgendo tutto il Paese; un sentimento spontaneo fondato straordinariamente su una unità di intenti e non su una divisione.

Simona Pari è stata liberata e Rimini la abbraccia; una conclusione meravigliosa ottenuta investendo sul dialogo, sulla diplomazia e sulla capacità di smantellare silenziosamente e pazientemente il muro dello scontro. In questo senso con la liberazione di Simona Pari e Simona Torretta ha davvero vinto la speranza di un mondo migliore: a nessuno è sfuggito che per la prima volta i popoli e le comunità religiose islamiche abbiano fattivamente collaborato affinché si giungesse a un positivo epilogo della vicenda. Credo che tutto ciò sia da annoverare tra i fatti storici di una avventura che, anche sul piano iconografico, resterà lungamente impressa nella memoria collettiva italiana e non solo. I visi delle due Simone dopo la liberazione, lanciati ieri sera dalle tivù del mondo intero, rappresentano davvero un messaggio di fiducia universale; un messaggio che quest’oggi ci ha fatto vivere e lavorare con più serenità e, forse, maggiore consapevolezza di un ruolo- il nostro- comunque decisivo. La perigliosa vicenda delle due ragazze ha permesso infatti, anche a Rimini, di riflettere profondamente e collettivamente su valori come la pace, la solidarietà, l’aiuto alle persone e ai popoli che soffrono, la compassione, la volontà di impegnarsi e rischiare personalmente per gli altri, la compattezza di una comunità. Accade raramente ma questa volta è successo, la nostra città farà tesoro e non dimenticherà questo insegnamento, che deve realmente tornare a permeare il quotidiano.

Diciannove giorni fa, durante una serata rischiarata da tremila fiaccole accese, avevamo detto che, il giorno in cui fossimo tornati a riabbracciare Simona Pari e Simona Torretta, non avremmo avuto remore nel ringraziare pubblicamente gli artefici del successo. Lo faccio con piacere perché nella storia di questo Paese non capita tanto spesso di potere dire che hanno contribuito davvero tutti a quello che non è azzardato definire un miracolo: il Governo Italiano, l’opposizione, i Governi dei Paesi esteri, la diplomazia, le organizzazioni sindacali, le associazioni del volontariato, le comunità religiose comprese quelle islamiche, gli organi d’informazione. E mai come stavolta possiamo affermare che un sorriso- quello di Simona Pari e dell’amica Simona Torretta- sia il sorriso di tutti, senza distinzioni.

Prima di concludere voglio sottolineare un aspetto: siamo felici per l’esito di questa vicenda ma non possiamo dimenticare le tante vittime- anche italiane- della guerra, del terrorismo e della violenza. Oggi, con Simona a casa, dobbiamo ripartire da quei valori dei quali adesso siamo tornati a imparare che non si può fare a meno; il nostro compito è di non mettere in soffitta queste margherite di pace ma semmai di alimentarle ogni giorno con impegno e passione. Gioiamo per le due Simone ma nello stesso tempo non dobbiamo dimenticare le tragedie e il dolore che continuano a scaturire dalla guerra e dalla violenza. Bentornata Simona, Rimini ti abbraccia. Le donne della pace sono state liberate: altre persone attendono di essere liberate. Grazie”

Dichiarazione del Sindaco, Alberto Ravaioli sull aliberazione delle ragazze rapite.

“La liberazione di Simona Pari e Simona Torretta è la più bella e straordinaria notizia che la comunità riminese potesse ricevere. L’angoscia, il dolore, le sofferenze dei giorni scorsi sono definitivamente alle spalle e ora dobbiamo lasciare spazio solo alla gioia e alla festa. ‘Liberate le donne della pace’ avevamo detto tutti insieme un triste giovedì sera di qualche settimana fa. Il nostro desiderio si è avverato e per questo dobbiamo ringraziare tutti che hanno operato affinché si giungesse a questa positiva soluzione. Adesso Rimini attende Simona Pari per riabbracciarla; già domani sera, se sarà possibile, organizzeremo una grande festa per esprimere la nostra gigantesca gioia. La gioia di una comunità intera che ha saputo in queste settimane stringersi senza divisioni davanti a un fatto drammatico. Il nostro pensiero in queste ore va anche alle famiglie delle due ragazze che hanno sopportato momenti terribili e dolorosi, coltivando comunque senza mai arrendersi una speranza. Quella speranza che oggi è diventata realtà.”

PER NON DIMENTICARE...di ringraziare la città di Rimini e i suoi concittadini che le stanno accanto, da quando sua figlia, Simona Pari, è stata presa in ostaggio insieme all'amica e collega Simona Torretta.

Il Sindaco Alberto Ravaioli si è recato questa mattina presso la scuola elementare in Via della Griffa per il tradizionale saluto di inizio dell’anno scolastico. Insieme a lui, la signora Donatella Rossi, ha voluto ricordare l'impegno della figlia e volontaria italiana rapita a Baghdad il 7 settembre insieme a Simona Torretta. Un grande sforzo, considerando il momento che la colpisce così profondamente, e le notizie altalenanti che si concatenano via via sulla sorte delle ragazze. Ha voluto farlo, dimostrando la grande forza caratteriale di cui dispone, e nel ringraziare tutto il mondo scolastico riminese e la città di Rimini per le iniziative a sostegno della liberazione delle due ragazze nel primo giorno di scuola, ha voluto rendere più attento il suo incedere nella notizia e confermare che nonostante il suo grande dolore, e quello del marito, sono solidali con chiunque possa non far dimenticare questa vicenda nel tentativo di dare un aiuto anche e solo a sostegno e di affetto, per farla liberare.

In foto: la madre di di Simona Pari, Donatella Rossi e il Sindaco Alberto Ravaioli durante la visita alla scuola elementare di via Della Griffa.

(Foto Riccardo Gallini)
 

 MARCELLO TONINI

 

 da oggi alla guida della sanità riminese.

La Giunta regionale, su proposta dell'Assessore regionale alla sanità, Giovanni Bissoni ha nominato Direttore Generale dell'Azienda USL di Rimini il dr. Marcello Tonini, già direttore del Servizio Controllo di Gestione di questa Azienda.
Marcello Tonini, è nato Misano Adriatico nel 1957. Laureatosi in Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Bologna nel 1983 con lode, il dr. Tonini ha una consolidata esperienza nel settore del controllo di gestione e della valutazione dei servizi in sanità.
Specialista in Igiene e Medicina Preventiva con Master in Amministrazione e Gestione dei Servizi, ha frequentato numerosi corsi di formazione e aggiornamento manageriale sugli aspetti gestionali delle organizzazioni sanitarie.
E' autore di diverse pubblicazioni dal budget in medicina generale all'organizzazione del sistema informativo nelle Unità Sanitarie Locali, all'accreditamento delle strutture sanitarie.
Il suo curriculum professionale
Inizia la carriera professionale nel 1987 come assistente medico di Igiene, Epidemiologia e Sanità Pubblica presso la ex USL 41 di Riccione con il ruolo di coordinatore del Distretto sanitario di Coriano. Dal 1988 al 1992 è stato responsabile del Sistema Informativo - CED dell'Azienda USL di Rimini, prima come assistente poi come coadiutore sanitario, divenendo componente del Comitato Budget aziendale e quindi consulente dell'Osservatorio Epidemiologico della Regione Emilia Romagna. Dal 1994 è direttore del Servizio Controllo di Gestione e del Nucleo di Valutazione dell'Azienda USL di Rimini. Componente del Nucleo Valutazione di alcune aziende sanitarie (Senigallia, Pesaro e Napoli 2) e del Comune di Rimini, dal novembre '99 è dirigente di struttura complessa di II livello (responsabilità primariale). Ha collaborato attivamente con i precedenti direttori generali nel processo di sviluppo delle politiche sanitarie e nella stesura dei principali documenti di programmazione aziendale. Ha progettato il processo di budgeting dell'AUSL di Rimini coordinandone lo sviluppo del Sistema Informativo attraverso il coinvolgimento attivo di tutte le strutture interne.
In particolare, ha contribuito a individuare obiettivi e indicatori per monitorare l'efficienza d'uso delle risorse e l'efficacia delle attività sanitarie, curando i report statistici periodici per il controllo economico finanziario della gestione aziendale.
Ha coordinato le azioni locali per il contenimento dei tempi di attesa delle prestazioni sanitarie, anche attraverso la definizione degli accordi di fornitura con le Case di cura locali e il relativo sistema di controlli sull'appropriatezza.
Ha progettato il sistema di valutazione dei servizi sanitari ed ha partecipato attivamente, quale componente della delegazione aziendale, ai processi di negoziazione con le Organizzazioni sindacali mediche, veterinarie e del comparto (accordo sull'incentivazione di risultato, accordo sulle risorse aggiuntive, ecc.).

Il Direttore dell'U.O.
dr.ssa Antonella Chiadini
 

UN INGEGNERE ARTISTA DEI SUOI GIOCHI DI COSTRUTTORE:

GIUSEPPE FERRI
 

Sabato 16 ottobre, alle ore 18.00, alla Galleria dell’Immagine di Rimini, si inaugura una mostra personale di Giuseppe Ferri dal titolo Esercizi di un costruttore.


Esercizio ma anche gioco

Pietre, ferro, legno, ceramica, accostati per diversa consistenza, tutti con la loro “individualità” fatta di trama, colore, struttura, diversa sensibilità al tatto; materiali che nello stare vicini, nel gioco dei contrasti, si caricano di energia, si rafforzano e si valorizzano. I colori naturali del legno, del ferro, dei mattoni, colori pronti che si modificano solo col variare della luce e col passare del tempo; oggetti utilizzati nella loro vincolante semanticità, nella pura, geometrica forma industriale. E poi gli spessori, i volumi: masse senza forma, insignificanti, che una volta assemblate diventano altra cosa, suscitano curiosità e stupore, si caricano di valori estetici. Così troviamo il lucido vicino all'opaco, il ruvido accanto al levigato, oppure un colore brillante che si staglia su un fondo tenue. Legni trafitti dall’acciaio, nicchie con mattonelle di ceramica, ferri piegati, saldati, dritti, ricurvi, intrecciati. Segni disegnati nello spazio. Composizioni tridimensionali di elementi che si armonizzano o si respingono, con gradevolezza o con stridore non importa. Oggetti dalla forma indefinita, indipendenti dall’usabilità, svincolati dalla funzione; liberi accostamenti che rispondono solo ad una logica compositiva. Puri accostamenti di materiali, di forme, di colori; composizioni da poggiare o appendere, dotate di un leggero o di un poderoso sostegno; oggetti che dialogano con la struttura che li sorregge in un tutt’uno di parti che nascono assieme. Andamenti lineari, ritmi ora interrotti ora ripetuti, quasi senza logica, quasi senza regole e che, tuttavia, trasmettono di un impegno allo stesso tempo intellettuale e manuale; composizioni astratte ottenute con materiali naturali e artificiali, tutti bellissimi:il ferro, un prodotto tecnologico primitivo, toccato solo dal colore rosso polveroso della ruggine, potente ma plasmabile; -il legno, in particolare quello “vissuto”, che manifesta al meglio il suo colore caldo e la sua tattilità coinvolgente quando lo si fa riemergere dalla scorza tormentata che il tempo e le intemperie gli hanno formato addosso; -a ceramica, raffinata e brillante, frutto di millenaria esperienza, ma anche di un’elevata tecnologia, risultato sorprendente della rielaborazione dei materiali più umili. -infine l’autore: nessuna velleità artistica, nessun obiettivo recondito. Ed il suo lavoro? Un esercizio ma anche un gioco.

Massimo Marra

 

 MA CHI E' GIUSEPPE FERRI

 Mi sono laureato in ingegneria al Politecnico di Milano nel 1960 e lavoro a Rimini come libero professionista dal 1962. Mi occupo da oltre trent’anni di architettura e urbanistica.I materiali che ho messo assieme in questa mostra sono quelli in cui mi imbatto nei lavori che faccio ogni giorno, specie negli studi di dettaglio: legno, ferro, ceramica, pietra. Queste composizioni quindi derivano da progetti, però diversi da quelli usuali perché privi di una logica razionalmente finalizzata: non devo costruire uno spazio vivibile e neppure fare un conto di metri quadri perché qualcuno possa camminarci dentro. Quando opero nell’ambito di un progetto più ampio questi studi sono una forma di decorazione applicata ad una struttura funzionale da realizzare. Quando sono autonomi, come in questa sede, possono considerarsi esercizi per una possibile applicazione o un passatempo interessante. Nessun significato nascosto quindi, ma solo un esercizio e anche un gioco. L’accostamento di queste composizioni e i loro studi a progetti veri e propri di strutture da realizzare, come la croce e il capitello della chiesa di S. Martino, mostra appunto che il percorso ideativo e progettuale è il medesimo e che entrambe le tipologie di disegno assumono la stessa valenza grafica. E’ possibile anche un percorso inverso: dalla fotografia a colori di un’opera realizzata, si può risalire con elaborazioni digitali, e quindi senza alcuna operazione concettuale, a forme grafiche che nulla sembrano avere a che fare con l’oggetto realizzato.

Giuseppe Ferri
 
   
   

   
   

 Edizioni Damiano Copyright © 1998 -  Tutti i diritti sono riservati. E' vietata la riproduzione anche parziale di contenuti o materiale presente in Vignettopoli e Astrologicando senza l'autorizzazione dell'editore. Edizioni Damiano Villa Verucchio (RN) Tel. 0541.678554 e-mail vignettopoli@hi-net.it e-mail editoria@edizionidamiano.net