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La Rounch Culture, è
un'espressione che negli ultimi tempi sta strombazzando nelle
pagine del web, ormai tutti la usano per descrivere la cultura
della volgarità che dilaga nella società americana
e non solo. Visto che il potere della televisione idealizza e
rende schiavo anche il cervello più sano, i messaggi osceni
e oltraggiosi che da lì provengono, stanno sortendo effetti
disastrosi anche da noi.. Il bel Paese, non si riconosce più
perché non accetta la nuova generazione di donne "rounch",
ricercano la perfezione dell'ego nel raggiungimento di un ideale
estetico stile Paris Hilton, ed usano il corpo come strumento
di potere sugli altri . Sembra la solita storia, negli ultimi
dieci anni il fenomeno rounch è stato affrontato da numerose
testate nazionali, giornali di moda e talk show, si è
parlato di donne veline, dark lady della porta accanto, etichette
diverse rimandano sempre al medesimo concetto: la donna della
società contemporanea ostenta atteggiamenti eccessivamente
esibizionistici, vuole essere sexy ad ogni costo e provocante,
come se non bastasse è arrogante e pretende irrazionalmente
di dettare legge. Non è per niente un bel quadretto, io
come donna proprio non mi ci rivedo, però mi rendo conto
che se mi guardo intorno, e senza andare troppo lontano, per
esempio al supermercato così come nel centro commerciale
oppure semplicemente per strada, il sesso femminile è
" outrageous" (scandaloso). La cultura dell'osceno
si nutre di messaggi che agiscono sull'inconscio e inducono a
credere che per contare qualcosa nella società devi mostrare
un po' di pelle. Il divismo nel vestire con pantalone a vita
bassa e perizoma in mostra, sollecita l'istinto maschile, va
direttamente a colpire l'altro che guarda, l'altro è sempre
più importante di noi stessi, e di conseguenza il giudizio
nella logica "rounch" non può che essere favorevole.
Tacchi a spillo, perizoma in vista e sigaretta, questo è
il ritratto delle teen ager italiane, hanno appena dodici anni
e si auto ritraggono con il telefonino per vendere il proprio
corpo ai compagni di classe, in cambio di abiti firmati, fanno
uso di stupefacenti e pavoneggiano sicurezza, ma la loro personalità
è in realtà fragile come polistirolo. I modelli
femminili di cui le donne più o meno giovani si nutrono,
sono le cattive ragazze della porta accanto: Paris che finisce
in prigione per guida in stato di ubriachezza, e diventa più
adorata di prima, Naomi che prende a pugni la cameriera, Kate
e il suo stile di vita droga-anoressia. Così mi chiedo
chi è l'interlocutore al quale si rivolgono le donne "rounch"?
sorprende, ma non deve più di tanto, che in decenni di
lotta per ottenere la parità di diritti, siano ancora
le donne e non gli uomini al centro dell'attenzione, obiettivamente
le più scandalose, sicuramente le più confuse.
Nel 1969, Kate Millet (Sexual politics) è stata la portabandiera
della corrente radicale del femminismo ed ha lottato insieme
ad altre facoltose esponenti, per sconfiggere l'accentramento
di potere di matrice patriarcale che escludeva le donne rendendole
oggetto dei bisogni del maschio in campo professionale e privato.
Il riflesso di tale pensiero è arrivato anche in Italia,
in cui il movimento delle donne è riuscito a scuotere
l'opinione pubblica, ottenendo importanti conquiste di cui oggi
disponiamo, a volte senza rendercene conto, come la legge sul
divorzio (1970), la liberizzazione dei contraccettivi, il diritto
di famiglia, la legge sull'aborto (1975) ed altre ancora....;
secondo il mio punto di vista il modello femminile "rounch"
che imperversa giorno dopo giorno e aggiungo, al quale i mass
media stanno dando troppo palcoscenico, è un ignobile
insulto non solo ai traguardi raggiunti dalle madri del femminismo,
ma anche a ciò che "essere donna" dovrebbe significare:
rispetto, determinazione, comprensione e femminilità a
giuste dosi per contare veramente e diventare un modello positivo
per le generazioni future. Invece oggi accade l'esatto opposto,
la donna sta camminando indietro e distruggendo se stessa. Sarebbe
contento Freud che considerava la sessualità femminile
una pura appendice di quella maschile, nella sua teoria la donna
diventava consapevole di avere un bisogno sessuale quando si
accorgeva della sua diversità anatomica rispetto al maschio.
Di conseguenza, la mancanza del pene la portava a cercare il
sesso nell'uomo, e oggi possiamo aggiungere identificarsi con
un atteggia mento maschile? Una sorta di nostalgia arcaica, dai
risvolti edipici tortuosi (che qui non è sede di approfondimento),
fanno diventare la donna : colei che manca di qualcosa. Al contrario
la donna non dovrebbe diventare per l'ennesima volta, l'oggetto
sessuale del maschio, la sua appendice anatomica, competere per
essere accettata da lui, mostrare carne per essere notata, disprezzare
l'altro per disprezzarsi, piuttosto la lotta per riconquistare
la dignità di essere donna, secondo me, dovrebbe partire
dal dialogo sulle somiglianze con il sesso maschile, il bisogno
comune di essere amati, il desiderio di dimostrare di valere
qualcosa, essere una mente pensante e non soltanto un corpo che
cammina. Non torniamo indietro, non cerchiamo l'uomo per dimostrare
di essere meglio di lui, non cerchiamo l'uomo per piacergli ad
ogni costo, non diventiamo la fotocopia rabbiosa di un malessere
generazionale che non dovrebbe più appartenerci, bensì
costruiamo noi stesse senza il suo aiuto, impariamo a dialogare
con l'altro sesso per capire quali aspetti ci possono accomunare
e quali no, voltiamo pagina, facciamoci rispettare lasciando
fuori dalle nostre vite l'arroganza maschile.
NEZ |
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